Raspberry Reich

Un film disturbante, controverso, ma corroborante.

“Join the homosexual intifada!”

Ho visto questo film, di Bruce LaBruce, sotto consiglio di vatti a ricordare chi.

E’ stata una visione molto interessante, di quelle che un po ti segnano e ti fanno pensare in un altro modo.

Un gruppo di terroristi vuole rinverdire i fasti del ’77, col rapimento del figlio di uno dei piu grandi banchieri della germania e la richiesta di riscatto.

Il gruppo e’ capeggiato da Gudrun, una finta bionda che sprona i suoi seguaci alla rivoluzione, alla rivoluzione omosessuale, con slogan come questi:

  • “The Revolution is my boyfriend!”
  • “Join the homosexual intifada!”
  • “No revolution without sexual revolution. No sexual revolution without homosexual revolution.”
  • “Heterosexuality is the opiate of the masses”
  • Declaring things to be counter revolutionary: “Corporate hip hop is counter revolutionary!”; “Cornflakes are counter revolutionary”; “Masturbation is counter revolutionary”.

(c’era anche un “straight porn is counter-revolutionary”)

Meraviglioso il punto in cui lei spinge il suo compagno a fare sesso con un altro membro del gruppo, per “liberarsi dai condizionamenti della sessualita’ “, in quanto le persone sono “inherently bisexual”.

E’ interessante anche uno dei due filmati che si intersecano nelle scene di apertura, dove un personaggio (quello della foto, si chiama “Che”) si masturba con pistole e fucili vari.  L’altro filmato di apertura vede Gudrun e il suo compagno fare sesso in tutte le stanze della casa, fino ad arrivare alla porta prima e all’ascensore poi.

La cosa invece veramente bastarda, che penso sia stata cercata volutamente da Bruce LaBruce, e’ la forte tensione sessuale che si trova in tutto il film; ci sono molte scene di sesso “full blown”, ma sono sempre troppo corte per sfruttarle come scene di un film porno. Poi tra l’altro gli attori sono tutti assolutamente boni :)

Insomma, ho adorato questo film: una corroborante iniezione di marxismo in salsa queer, che disseta la mente.

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Abbrivio

Perche’ usare un banale “introduzione” quando posso usare al suo posto termini desueti e scomodi? :)

Dopo aver nicchiato per tantotantotantotempo, anche io ho voluto aprire un mio blog personale: ho sempre pensato di non avere nulla di interessante da scrivere, ma poi, visto COSA si trova in giro, mi sono rincuorato: a confronto, Umberto Eco “me fa na pippa”.

Quindi, fate attenzione, perche’ vi attendono:

– Farneticazioni varie ed eventuali

– Bestemmie e loro sinonimi

– Apologie di reato, a volte

– Oltraggi al pudore, pornografie, e contenuti queer

– Minuterie, facezie, fatti e frattaglie sull’informatica, enterprise come personale

– Chiacchiericcio stile “anziane sulla panchina del corso”

Potrete cosi apprezzare il mio stile altalenante tra prolissita’ e stringatezza, tra barocchismi e volgarita’, tra l’interessante e l’inutile, tra il poetico e il banale.

Oh, cazzi vostri :p

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